Un luogo, come un paese, scompare davvero solo quando la sua memoria viene dimenticata, ovvero quando nessuno ricorda più il suo nome.
Noi vogliamo che il nome di Zivelongo, luogo del nostro cuore, non sia mai dimenticato, ridando vita alla Corte vecchia risalente probabilmente già all’anno 1.000 d.C.
Vogliamo ridare vita e non solo forma agli edifici e vogliamo raccogliere storie e raccontare ricordi da tramandare ai posteri.
Un immenso e sentito grazie all’Arch. Paolo Righetti, che ha “adottato” Corte Zivelongo ai tempi della tesi di laurea e non l’ha più abbandonata.
Famiglia Zivelonghi e la custode Raffaela
Nel cuore della Lessinia, altopiano che si estende tra le montagne a nord di Verona, antica corte agricola svela i suoi secolari segreti e le ascendenze remote.
Oggetto di studio e di culto da decenni da parte di vari studiosi di architettura ed arte ora l’oltraggio del tempo che l’ha condotta ad un parziale crollo è stato parzialmente rimediato grazie all’impegno appassionato di proprietari e tecnici nonchè al fondamentale contributo finanziario dell’Unione Europea tramite i fondi del PNRR.
E’ nato cosi il Museo della Sala degli Affreschi, ove ora si possono ammirare due affreschi di origine tre-quattrocentesca di “Madonna con bambino, cavalieri e dame tra mura merlate ed archi” e di fronte uno straordinario “San Giorgio che affronta il drago” dai tratti popolareschi e da una raffigurazione del drago quanto mai vivida: infine, precedono la sala degli Affreschi degli ambienti dove è stata ricomposta l’antica casa contadina con i suoi recuperati arredi fissi, focolare e acquaio in pietra, e gli agresti arredi mobili.
Corollario ai lavori di realizzazione del Museo è stata la eccezionale scoperta, per il crollo di più tardi intonaci, di altro affresco su muro rivelatosi di remote origini: queste nuove scoperte e la rilettura delle antiche perdute decorazioni della torre colombaia inducono ad approfondire le analisi per verificare possibili ascendenze dell’insediamento originario al periodo longobardo.
Resta ora da procedere nel recupero della restante parte della corte: patrimonio storico che solo con la conoscenza più ampia, la partecipazione più allargata e il fondamentale sostegno di istituzioni statali e locali sarà possibile concretizzare.
Architetto Paolo Righetti